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Chi siamo

Chi siamo  

La sanità è un settore cruciale della vita pubblica attraversato da opposte istanze: il bisogno di cura sempre crescente, limitazioni delle risorse, un rapporto a volte difficile tra pubblico e privato. Nel contempo la politica stenta ancora a recepire la riforma “aziendalistica” e la privatizzazione del pubblico impiego, con la conseguente separazione tra direzione politica e gestione e l’introduzione di criteri di merito e di concorrenza tra strutture pubbliche e private.

Il paziente rischia così di essere un fattore secondario del sistema, come è evidenziato dai casi (veri o presunti) dimalasanità, che peraltro favoriscono un abuso della tutela giudiziaria.

Diritto sanitario vuole dare un contributo alla conoscenza e alla pratica dei propri diritti e dei propri doveri in un ambito delicato come quello della sanità.
Se da un lato l’ignoranza dei propri diritti genera un vuoto di tutela per gli assistiti, dall’altro lato va evitato ogni pregiudizio negativo nei confronti della classe medica, della sanità pubblica o della sanità privata.
La sovraesposizione dei medici a causa dei casi veri o presunti di malasanità porta per reazione alla c.d.medicina difensiva, e in questo contesto il consenso informato diventa più strumentale alla tutela dei medici che alla tutela del paziente. E’ necessaria pertanto la giusta collocazione di ogni problema e dei diritti e dei doveri dei vari soggetti per contribuire realmente alla tutela della salute individuale e collettiva.

 

Diritto sanitario vuole offrire spunti di riflessione sulla tematica della sanità ed è aperto ai contributi che saranno inviati, salva la facoltà del responsabile del sito di pubblicare o meno i contributi e le risposte ad eventuali quesiti che rivestano interesse generale.

 

Responsabile del sito è l’Avv. Alberto Del Campo, che da anni ha affrontato tali problematiche sia per aziende sanitarie che per privati, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Catania al n.5871, con studio in Catania, Via V.zo Giuffrida n.67, tel. 095446064, fax n.095501666.

 

STRUTTURA DEL SITO

Il sito è organizzato per argomenti generali e specifici.

 

Cliccando sull’argomento generale si ha una prima panoramica della materia.

Sostando sulla signola voce, senza cliccare, si apre il menù a tendina ove si può scegliere tra gli argomenti più specifici.

 

IL CONCETTO DI SALUTE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute   un “completo stato di benessere fisico mentale e sociale e non solo l’assenza di malattia” .

Tale definizione metagiuridica ha evidenti ricadute anche per il diritto, in quanto ampliando il concetto di salute viene anche ampliato il contenuto del “diritto” alla salute.
La definizione in verità risente un pò dell’influsso della pretesa “scientista” di soluzione di tutti i problemi umani e pertanto bisogna intendersi sulle parole: se la salute è un “diritto” assoluto ed incondizionato,   chi nasce con un difetto genetico, e chi nasce storpio cos’è? Un mezzo uomo? E’ da scartare?, Si può sopprimere?
Non si comprende la   realtà se si applicano tout court al   diritto alla salute le categorie elaborate per il diritto soggettivo inteso come potere riconosciuto dall’ordinamento di soddisfare in modo incondizionato un proprio interesse.
La salute non è uno scopo o risultato che si può indefettibilmente raggiungere: non siamo immortali, (e meno male, perchè allora capiamo quello che si diceva una volta, cioè che la salute è un dono).

Posto ciò si capisce che a fronte del “diritto” alla salute non si può configurare automaticamente una obbligazione di risultato a carico dei vari soggetti coinvolti nella sua tutela, ma che ciò può essere fatto ad es. solo gli interventi chirurgici di routine.
Con ciò non si vuole sminuire il diritto all’assistenza sanitaria o alla salubrità dell’ambiente o delle condizioni di lavoro: si vuole solo riportare il problema nei suoi termini reali, evitando false illusioni sulle quali poi si sovrappongono anche dei temi commerciali e delle speculazioni .

Una delle conseguenze più importanti della ampia definizione di salute sopra riporata è la nascita di nuove voci di rsarcimento del danno: danno biologico, danno esistenziale, danno alla vita di relazione, etcc.; oggi sono considerati come difficoltosi o addirittura come patologici, cioè come insani, dei livelli di disagio che prima nemmeno erano presi in considerazione (ad esempio lo stress).   Per questa ragione l’area della tutela si è ampliata.

Altro tema importante è il rapporto tra pubblico e privato: il pubblico dovrebbe garantire l’universalità delle prestazioni, sia in termini di accesso dei cittadini sia di tipi di patologie curate, così da assicurare “l’efficacia”, cioè che la prestazione arrivi a risolvere il problema e non vi siano aree non tutelate. I rapporti con il privato dovrebbe essere regolato dal principio di sussidiarietà: il pubblico deve intervenire laddove il privato non può o vuole arrivare, in quanto quest’ultimo persegue invece l’efficienza, cioè a fare in modo che l’efficacia di una prestazione venga raggiunta nel modo più semplice e a costi compatibili. Si dovrebbe favorire una combinazione di questi due sistemi e una sana concorrenza tra questi.

Per approfondire questi temi è utile la lettura del libro di G. Cesana Il “Ministero” della Salute, ed. Società Edtrice Fiorentina, 2005, nei cui confronti si è debitori per parecchie delle chiavi di lettura utilizzate

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