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TRIBUNALE DI MESSINA, SENTENZA DEL 24 NOVEMBRE 2017

Anche il Tribunale di Messina, dopo quello di Catania e di Terni, riconosce il diritto all’incarico dirigenziale professionale di alta specializzazione per i dirigenti con più di cinque anni di anzianità di servizio; inoltre riconosce che la prescrizione è decennale.

Sentenza del Tribunale di Messina del 24 novembre 2017

Sono in corso di preparazione i ricorsi collettivi per ogni ASP regionale. Comunicate la disponibilità a info@dirittosanitario.com.

TRIBUNALE DI TERNI – SENTENZA DEL 29 GIUGNO 2017

Anche il Tribunale di Terni “dichiara il diritto della ricorrente di ottenere dal 1.2.2012 l’incarico dirigenziale ex art. 27 lett. c) CCNL 8.6.2000 con il relativo trattamento economico connesso (come previsto dalla contrattazione collettiva per i titolari di incarico ex art.27 lett. c”

Sentenza Tribunale di Terni

TRIBUNALE DI CATANIA – SEZ. LAVORO

Dopo vari Tribunali in Italia, anche il Tribunale di Catania ha riconosciuto che al compimento del quinto anno di anzianità i dirigenti del SSN hanno diritto all’incarico professionale di alta specializzazione, con la connessa retribuzione di posizione unificata e variabile aziendale, con una maggiorazione che varia a seconda della graduazione delle funzioni di ogni azienda sanitaria.

Per la ASP di Catania ciò significa che, quantomeno al momento della entrata in vigore del CCNL del 08/06/2000, coloro che possedevano già l’anzianità di cinque anni avevano diritto non alla pesatura “16 ” (Euro 328,00 mensili),  ma alla pesatura di “30” (euro 615,00 mensili), con una differenza retributiva dovuta di circa Euro 5.000,00 lordi annui (per i medici e veterinari) e leggermente inferiore per gli altri ruoli.
A seguito del primo riconoscimento di tale diritto sarà possibile presentare una nuova istanza di negoziazione con l’ASP di Catania e, eventualmente, un nuovo ricorso giudiziario.

La sentenza del Tribunale di Catania – Sez. Lavoro su incarico dirigenziale di alta specializzazione e relativa pesatura

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 24 novembre 2016, n. 52007

Il medico che si allontana dall’ambulatorio commette il delitto di interruzione di pubblico servizio.

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 24 novembre 2016, n. 52007

CASSAZIONE CIVILE SEZ. 3, SENTENZA DEL 19 OTTOBRE 2015 N.21090

Colpa della struttura sanitaria. La struttura santaria, debitore della prestazione, può liberarsi dalla colpa solo se prova che l’evento dannoso si sarebbe in ogni caso verificato.

Cassazione Civile Sez. III, sentenza 19 ottobre 2015 n.21090

 

IL MEDICO IN TURNO DI PRONTA DISPONIBILITA’ NON PUO’ RIFIUTARSI DI INTERVENIRE:

LA MEDIAZIONE SANITARIA.

LA TRATTENUTA DEL 2,5% SULL’80% DELLA RETRIBUZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI IN REGIME DI TFR E’ ILLEGITTIMA.

Sentenza del Tribunale di Enna, Sez. Lavoro, n.415/2015.

In Lavoro&Sanità/Previdenza

TRIBUNALE DI RIMINI, SENTENZA  3 GIUGNO 2015:

La legge “Balduzzi” non è retroattiva.

In Responsabilità/Giurisprudenza

CASSAZIONE PENALE, SENTENZA 22-05-2015, N. 21537

E’ da ritenere che la valutazione del comportamento del medico, sotto il profilo penale, quando si sia in ipotesi sostanziato in una condotta vuoi omissiva, vuoi commissiva dannosa per il paziente, non ammette un diverso apprezzamento a seconda che l’attività sia stata prestata con o in assenza di consenso.

La sentenza:


TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, SENTENZA N.598/2015.

Il superamento del periodo di comporto per malattia causata dal datore di lavoro non è causa di licenziamento (fattispecie in tema di mobbing).

In Lavoro/Mobbing e licenziamento.

LA TRATTENUTA DEL 2,5% SULL’80% DELLA RETRIBUZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI IN REGIME DI TFR E’ ILLEGITTIMA.

Sentenza del Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, n.306/2015.

In Lavoro&Sanità/Previdenza